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Flexattiva (Flexattiva B)

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Descrizione della macchina flexattiva "B"

fexattiva-b è essenzialmente composta da tre parti collegate fra di loro in modo da poter assumere una configurazione idonea alle esigenze del soggetto che deve effettuare l’esercizio. Le posizioni così identificate possono agevolmente essere riproposte in tempi diversi, evidenziando così i miglioramenti raggiunti.

 

Le parti componenti di flexattiva "B"

Parte A: base di appoggio


il soggetto che svolge l’attività di allungamento si inginocchia sulla base di appoggio, poggiando il gluteo su un apposito supporto estraibile (a1), ed allineando il dorso allo schienale.
 

Parte B: schienale


incernierato alla base per regolare l’angolo di flessione dell’anca. L’inclinazione dello schienale può essere variata tramite i perni di arresto (b1). Lo schienale è sagomato in modo da presentare una sporgenza semicilindrica che permette al soggetto di percepire il corretto appoggio dell’osso sacro e della colonna vertebrale nel corso dell’esercizio di allungamento.

Parte C: squadro di appoggio per il capo


scorrevole sullo schienale e regolabile tramite il perno di arresto (c1) in base all’altezza del soggetto. Lo scorrimento del carrello verso l’alto viene controllato da una resistenze di tipo elastico interne allo squadro stesso, che consentono di effettuare l’allungamento in contrazione eccentrica conservando la percezione dell’appoggio (e quindi dell’allungamento) anche nei soggetti con minore percezione corporea.

Regolazioni previste per flexattiva "B"

  1. inclinazione dello schienale: regolabile mediante i perni b1 da 90 sino a 65°;
  2. distanza fra la base e lo squadro (lungo lo schienale): regolabile mediante il perno a vite c1 da 85 a 115 cm
     


 


Utilizzo della macchina flexattiva "B"

Prima di procedere all’esercizio di allungamento può essere consigliabile effettuare il test di valutazione delle retrazioni muscolari come spiegato nel corso teorico pratico. Tale valutazione risulterà utile come confronto già ad una prima verifica al termine del lavoro di allungamento.

Il lavoro di allungamento sulla macchina flexattiva-b richiede una preparazione particolare in quanto risulta meno intuitivo il posizionamento su di essa per chi non abbia una adeguata percezione corporea. Per un corretto posizionamento è infatti necessario far aderire la zona lombare alla sporgenza semicilindrica dello schienale e per far ciò bisogna eseguire la retroversione del bacino che in alcuni soggetti non è facilmente eseguibile.


Come esercizio preliminare è quindi necessario far apprendere tale movimento in quattro fasi:

  1. distesi supini con ambedue le gambe flesse;
  2. distesi supini, alternativamente con una gamba flessa e l’altra distesa;
  3. distesi supini con ambedue le gambe distese
  4. accosciati sullo sgabello della macchina (all’esterno della macchina stessa)

Solo dopo essersi assicurati della corretta esecuzione di tale movimento è possibile passare all’uso della macchina.
 

Inclinazione dello schienale

L’uso dello schienale è generalmente a 90°. In soggetti molto elastici per i quali si desideri aumentare l’angolo di flessione dell’anca è possibile aumentare tale inclinazione agendo sui perni laterali b1 del montante

Posizionamento sulla macchina

Sedersi in ginocchio sullo sgabello poggiando la zona lombare contro lo schienale; far molta attenzione nel far percepire il contatto della zona lombare allo schienale eseguendo una adeguata rotazione del bacino. Può eventualmente essere necessario far percepire la flessione dell’arco lombare infilando il palmo nella zona scostata dallo schienale ed aiutando ad eseguire la rotazione.

In questa prima fase non è consigliabile porre troppa attenzione alla posizione delle spalle che potrebbero essere anche fortemente distaccate dallo schienale.

Allo stesso modo la nuca potrebbe essere molto distaccata dallo squadro di appoggio; in tal caso inserire degli spessori facendo attenzione a posizionare lo sguardo del soggetto orizzontalmente.

Il posizionamento dello squadro superiore, a mezzo della manopola c1 può avvenire anche in un secondo tempo, dopo aver recuperato una parte della flessibilità della catena muscolare coinvolta.

In tal caso l’esercizio di allungamento sarà generato dalla sola pressione dell’occipite contro la parte verticale dello squadro.
 

Verifica della tensione applicata

Nel corso dell’esercizio, che consiste nell’applicare una leggera tensione isometrica eccentrica alla catena muscolare specifica, bisogna verificare che:

  1.  l’arco lombare sia appiattito sullo schienale;
  2. l’intero corpo sia correttamente allineato, e più specificamente lo siano le ginocchia e le spalle
  3. lo sguardo risulti orizzontale e non compaiano vistose tensioni della cervicale.

Come già specificato, in fase iniziale la tensione può essere esercitata con l’occipite contro lo spessore che la separa dalla parete verticale dello squadro, mentre in un secondo momento, quando lo spessore risulti adeguatamente ridotto la tensione risulterà da un elevamento del capo verticalmente contro la parete orizzontale dello squadro stesso.
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Durata dell'esercizio di allungamento eccentrico

La tensione (di media intensità : 4-6 su una scala da 0 a 10) non deve essere fastidiosa e deve essere avvertita almeno in uno dei seguenti punti : cervicale, zona lombare, spalle.

La tensione di allungamento eccentrico va applicata in due spazi di circa 45 secondi con un intervallo di 5-10 secondi.

Nel corso dell’esercizio va curata la respirazione che deve essere addominale conservando l’appiattimento della zona lombare sullo schienale e della nuca sullo squadro.

Poggiare le dita sulle ultime coste per verificare l’espirazione e spingere dolcemente per seguire il movimento del diaframma. A fine espirazione le coste si abbassano e l’addome si rilassa lasciando fuoriuscire leggermente la pancia.

Terminato l’allungamento, alzarsi e fare cinque sei passi per recuperare l’equilibrio.

Terminato l’esercizio è possibile effettuare una nuova misura delle tensioni muscolari per controllare i risultati ottenuti.

 



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